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Vino. Oltre gli oggetti / Zenato Accademy

SPONSORED BY: Comune di Peschiera Del Garda, Comune di Verona, Zenato
IN COLLABORATION WITH: Verona Fiere, Accademia di Belle Arti di Brera
A CURA DI: Luca Panaro

Un progetto fortemente voluto dall’azienda vitivinicola Zenato dedicato a sostenere giovani artisti e promuovere la sperimentazione in campo culturale e in particolare nell’ambito fotografico, in collaborazione con il Master di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il percorso espositivo, che propone una serie d’immagini fotografiche realizzate da cinque giovani autori, a cura del critico d’arte Luca Panaro, riflette l’impostazione formativa e la varietà di approcci della fotografia contemporanea, orientata alla ripresa di forme ravvicinate che tendono all’astrazione rappresentativa. In modo particolare il progetto si focalizza sugli oggetti utilizzati per la produzione del vino (botti in legno, contenitori di vetro, strumenti e macchine), nel desiderio di portarli “oltre” la loro specifica funzione, attraverso l’immaginario fotografico e la lettura di cinque giovani creativi.

"L’uomo ha sempre avuto una relazione speciale e ambigua con gli oggetti. Speciale, perché gli oggetti sono una parte di conoscenza importate per chi studia le società umane. Ambigua, perché i significati e le funzioni degli oggetti possono implicare svariate interpretazioni. Il fotografo, come l’etnografo, raccoglie e documenta gli oggetti che considera significativi dell’ambiente studiato, a prescindere da considerazioni estetiche o dalla loro rarità. A interessare queste ricerche sul campo sono soprattutto gli oggetti comuni, quelli utilizzati nei processi di produzione, a volte considerati maggiormente significativi rispetto a quelli esteticamente più belli. La fotografia, più di ogni altro linguaggio, ha la capacità di trasfigurare la realtà, ciò vuol dire che gli oggetti rappresentati nelle immagini fotografiche vengano interpretati in modo altro rispetto alla loro tradizionale funzione. Chiamato a realizzare un progetto fotografico ad hoc per l’azienda vitivinicola Zenato, assieme a cinque studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, ho scelto di indagare gli oggetti come fonte di conoscenza, esemplari silenti della produzione del vino, necessari ad attestarne la tecnica, la cultura, l’economia, ma anche una semplice suggestione. Il progetto, che propone una serie d’immagini fotografiche realizzate da giovani autori, riflette l’impostazione formativa e la varietà di approcci del Master di Fotografia dell’Accademia di Brera, un percorso di studi orientato a un approccio all’immagine di tipo sperimentale. Le scelte compiute da ciascuno e l’imprinting fornitogli dalla scuola, han- no portato Giacomo Alberico, Cecilia Del Gatto, Alessandra Draghi, Cesare Lopopolo e Anna Vezzosi, alla ripresa di forme ravvicinate che tendono all’astrazione rappresentativa. In modo particolare il progetto si focalizza su oggetti come botti in legno, contenitori di vetro, utensili, strumenti e macchine del vino, nel desiderio di portarli “oltre” il loro specifico utilizzo, attraverso il potere immaginifico della fotografia e la creatività di questi nuovi talenti. "
- Luca Panaro

Méscita
All’interno delle cantine, ogni vino Zenato segue un particolare percorso di lavorazione, per svelare tutta la sua essenza al momento della degustazione. L’olfatto, il gusto e la vista sono i sensi direttamente coinvolti nell’esperienza del vino.
Cecilia Del Gatto, muovendosi nell’ambito delle arti visive, non può che privilegiare la vista nell’indagine fotografica che è chiamata a realizzare. Il colore è l’aspetto più evidente se parliamo di visivo e le differenti gamme cromatiche del vino sono ciò che più solletica lo sguardo. L’autrice crea un ponte tra il suo mondo di appartenenza, l’arte, e la produzione dell’azienda vitivinicola. L’azione del mescere, cioè del versare nel bicchiere, diviene il collante tra due differenti ambienti, dove la gradazione cromatica è un ulteriore punto di unione. Le cinque immagini mostrano ciascuna una fotografia appesa a un filo, come accade in camera oscura, ogni fotografia si distingue per una rappresentazione che ricorda l’iconografia pittorica dell’arte rinascimentale. Un corpo di donna, senza volto, in posa ieratica, custodisce con devozione il nettare degli Dei che, dalla fotografia appesa, viene versato nel bicchiere in primo piano. Del Gatto suggerisce metaforicamente lo stretto legame che unisce la sacralità della tradizione pittorica italiana, con le caratteristiche “estetiche” del vino: limpidezza, trasparenza, fluidità, colore.
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